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MIKE LEIGH

MIKE LEIGH
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Prezzo: 10,00€
Disponibilità: in magazzino
Codice: CINEF_edc014



MIKE LEIGH
a cura di Stefano Boni e Massimo Quaglia

Oscar, Golden Globe, Festival di Cannes, Mostra di Venezia, Festival di Berlino, Festival di Clermont- Ferrand: Mike Leigh non si è davvero fatto mancare nulla! La sua quasi quarantennale carriera - iniziata nel 1971 con Bleak Moments, guarda caso Pardo d’oro al Festival di Locarno - è costellata da numerose e prestigiose vittorie che ne fanno il regista inglese in attività più premiato. Successi che gli hanno senza dubbio consentito di conquistare la stima della critica internazionale, sebbene quella italiana, pur apprezzandolo moltissimo, ha spesso preferito occuparsi di altri autori, come per esempio il connazionale Ken Loach. Forse perché Leigh predilige un approccio intimo alle cose, improntato all’espressione sottovoce piuttosto che al grido d’indignata protesta o rivendicazione. Comunque stia la questione, l’unico volume a lui dedicato, pubblicato in occasione di una passata edizione del Bergamo Film Meeting, risale all’ormai lontano 1993 e si chiude su quella che era all’epoca la sua ultima fatica, Naked. Con la presente monografia e la relativa retrospettiva organizzata anche con la collaborazione della Cineteca di Bologna, Sottodiciotto Filmfestival e Museo Nazionale del Cinema raccolgono il testimone e vanno a colmare una lacuna nell’ambito degli studi cinematografici. Proseguendo così una tradizione di riscoperte che negli scorsi anni ha riguardato Stephen Frears, Olivier Assayas, André Téchiné e Michael Winterbottom.
Il primo elemento interessante, per una manifestazione come Sottodiciotto, che emerge dall’opera del cineasta di Salford è di tipo squisitamente contenutistico: nella sua filmografia è in effetti spesso presente l’universo giovanile, messo in scena sia direttamente, sia tramite la mediazione di quella istituzione di base che è la famiglia. È dall’intricatissimo e delicatissimo grumo di relazioni tra padri, madri, figlie, figli, sorelle e fratelli che viene osservata la società contemporanea, colta tanto nelle sue apparenze esteriori quanto nelle proprie più recondite dinamiche. Aspetto, questo, che ha indotto alcuni a considerare erroneamente Leigh quale tipico esponente del nuovo realismo della British Renaissance sviluppatasi nel corso degli anni Ottanta.
Leigh è invece uno stilista, come si evince dai saggi raccolti per l’occasione, che realizza i suoi film attraverso un intenso lavoro di messa in scena del materiale drammaturgico. Bisognerebbe anzi definirlo un work in progress, condotto non in modo solitario, ma in équipe. Partendo da uno spunto narrativo iniziale, il regista chiede infatti a ciascun attore di contribuire, dapprima in forma individuale e poi collettiva, alla creazione della propria parte. È da tale via che prende corpo la sceneggiatura. I caratteri che vanno a configurarsi, ben lontani quindi dal costituire il frutto di un’ispirata arte dell’improvvisazione, rappresentano al contrario l’esito finale di una lunga e precisa costruzione a tavolino. Alla conclusione del percorso l’interprete si è totalmente annullato nel personaggio, mettendo a disposizione il suo intero bagaglio professionale per trasformarlo in una persona.
Le storie di Mike Leigh risultano dunque popolate da esseri umani in carne e ossa - non dalle loro proiezioni schermiche - che possiedono la stessa inedita consistenza materica dei contesti sociali e culturali in cui si muovono. Colpisce e affascina la modalità con la quale l’autore osserva il tutto: il suo è uno sguardo lucido ed esatto, sempre esterno al flusso degli eventi quel tanto che basta per mantenerne la giusta distanza e prospettiva, ma al contempo caldo e partecipe. Libero da qualsiasi presupposto ideologico, è un cinema che mostra e non dimostra, e che, così facendo, giunge naturalmente e inevitabilmente all’essenza profonda delle cose, alla verità della vita. Una poetica di questo genere dà origine a immagini di rara autenticità, che restituiscono perfettamente il senso di smarrimento dell’individuo di fronte ai segreti dell’esistenza. Un individuo che si ritrova suo malgrado immerso nella cosiddetta commedia umana e che viene guardato con compassione da un Leigh che ne condivide l’incerto destino.

Stefano Boni, Massimo Quaglia
 
Prezzo (IVA inclusa): € 10,00